Un allarmante fetore di plastica
Anatomia del gadget: come il mercato neutralizza i simboli di lotta riducendo l’appartenenza politica a semplice consumo.
Il fischio della fine
A partire da Il calcio è potere di Luca Pisapia, un viaggio tra miti, geopolitica e scenari distopici di uno sport asservito al capitale.
Da Castelporziano all’eternità crip
Come la beat generation ha anticipato la rivoluzione politica dei disability studies.
Mediterraneo
Un percorso tra letture per chiedersi, al di là delle cartoline e degli hashtag #vitalenta, cosa resta della complessità territoriale di questa regione, tra migrazioni e turistificazione dei territori costieri.
La rivincita del piccione
Siamo abituati a considerarli fastidiosi, sporchi e ottusi. Ma in realtà diverse ricerche mostrano come i piccioni siano animali estremamente intelligenti, custodi dei misteri dell’evoluzione e insospettabili alleati nella conservazione della biodiversità.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.
Il concorso di Venezia è un affare da uomini
Tra un concorso “del presente” quasi solo maschile e classificazioni ancora binarie, perché contare le registe non basta più per capire il cinema di oggi.