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Conversazione con una creatrice di OnlyF*ns.
“Io mi identifico con un chicken nugget”: adolescenti queer tra autenticità e rappresentazione
Una ricerca mostra come l’adesione ai codici estetici e narrativi della visibilità queer digitale non sia automatica: la visibilità può diventare ingombrante, e il silenzio una forma di agency individuale.
L’evoluzione non ha una bussola
Che le mutazioni genomiche siano meno casuali di quanto si pensasse non significa che esista un disegno intelligente, né che l’evoluzione abbia una direzione. Una riflessione sullo stato di salute della sintesi moderna.
I meme sono morti?
Un bilancio da chi ci ha fatto la guerra più di dieci anni.
Sul solo problema filosofico veramente serio
Vita e morte di Édouard Levé.
Liberare il Minotauro
Mito, diritto e autodeterminazione nel labirinto del fine vita.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.