Presente assente

La permanenza del trauma nella narrativa palestinese, infestata dai fantasmi di una lunga storia di violenza e ingiustizia subite.

La promessa tradita della chimica

Primo Levi vedeva nella chimica uno strumento di conoscenza e libertà. L'industria italiana ne ha tratto uno strumento di profitto e contaminazione. Milioni di italiani ne pagano ancora oggi il prezzo.

Raccontare il carcere

Di fronte a una grave involuzione del sistema penitenziario, un percorso in cinque letture per ripensare (e superare) il modello detentivo.

Il corpo calcolato

Dalla strumentalizzazione del BMI alle promesse di Ozempic: come l’obesità è diventata il sedimento di secoli di pregiudizi razziali, religiosi e di classe.

La Parola della Settimana

tornata

tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.