La fauna cadaverica delle controculture
Dobbiamo inventare una nuova parola per punk? Imparare a marcire in un underground fagocitato dai media.
L’immagine qualunquista della politica
Dal torchio di Giannini alla tecnocrazia: come l’antipolitica infesta l’immaginario delle democrazie contemporanee.
La grammatica del pianto
Cosa sappiamo del pianto emotivo, del sollievo che gli attribuiamo e del perché le lacrime, più che a noi stessi, sembrano servire agli altri.
I want to wear your skin as a sweater
Il destino comune di donne e animali in Obsession di Curry Barker.
Autori masticati
Come il sistema cinematografico ha divorato, digerito e premiato l’anomalia indipendente.
Premio di natalità
Perché di fronte al problema delle “culle vuote” la politica insegue il numero più che l’autodeterminazione e il benessere di chi figli li ha o vorrebbe averli: cosa rivela il modo in cui l’Italia finanzia le nascite.
La Parola della Settimana
tornata
tornata tornata s. f. [der. di tornare; nel sign. 3, dal provenz. tornada]. – 1. a. ant. o pop. Ritorno: nel suo letto il mise e dissegli che quivi infino alla sua t. si stesse (Boccaccio); fare t., fare ritorno. b. T. lattea, sensazione di calore alla mammella, e di puntura al capezzolo, che avverte la nutrice quando, attaccato il bambino al seno, la secrezione lattea si accentua. 2. Seduta, adunanza di un’accademia, di un’assemblea, ecc.: le t. dell’accademia della Crusca; t. ordinaria, straordinaria. Il termine, oggi poco com., era ancora usato in alcuni atti ufficiali della Camera dei deputati fino al 1938 e del Senato fino al 1933 (oggi seduta). Riferito talora, per estens., anche a turni di elezioni (politiche, amministrative, ecc.): prima, seconda t. elettorale. 3. ant. Il commiato o congedo della canzone provenzale, e per estens. della canzone antica in genere, che nel tipo più frequente ripete lo schema della parte finale della stanza.